GIOVANI SCRITTORI CERCASI
Faccia da pugni di Mmarcus
inedita
L'aria secca ammutolisce la città, steso nel letto, gioco con le ombre del sole che filtrano oblique dalle persiane, questa sera non ho voglia di andare a quella cena, non penso sia una buona idea. Ho paura che non mi vedano di buon occhio.
Suona il telefono. Rispondo.
- Devi venire assolutamente, se no mi offendo - Giusy mi dice che non mi devo preoccupare, che nessuno ce l'ha con me.
Non sono convinto che non gliene frega a nessuno se sono uno che danneggia i deltaplani degli amici perché non è stato invitato a un matrimonio.
Allora telefono a Mike, cerco di convincerlo ad accompagnarmi, nonostante Giusy mi abbia rassicurato, ho paura ad andare da solo, forse la vergogna questa volta è troppo grande.
- Ok vengo, ehi.ma stai tranquillo? - Dall'altro lato del cavo, Mike, mi rassicura.
- Certo che sto tranquillo, per chi mi hai preso! - mento spudoratamente, questa volta al caro amico della mia ex-moglie lo prendo a pugni anche se è più bravo a volare di me.
Scelgo il costume, meglio il vestito. Non ho molta scelta, nell'armadio ho solo quello, tra l'altro è un vecchio abito di mio padre, abbiamo la stessa taglia, me lo aveva prestato sei mesi prima per andare a un' inaugurazione e ho fatto bene a non restituirglielo.
Si fa sera, arriviamo davanti all'ingresso, ho voglia di farmi una birra prima di entrare, ma Mike insiste nel dire che avrei un alito terribile e darei adito ai soliti discorsi da ubriacone sul mio conto.
- Fammi almeno fumare, così sono più calmo - Protesto.
- Andiamo, falla finita - Mike sta perdendo la pazienza, è un amico, ma penso che se potesse mi picchierebbe anche lui, ogni tanto quando lo faccio "incazzare" mi guarda con quegli occhi
bastardi. Penso che sarebbe un buon pugile. Il fisico c'è l'ha, ha solo un po'di pancia, ma con un po' di allenamento sparirebbe.
- Ok, ok, andiamo - dico scocciato.
Si apre la porta e Giusy in un bel completo nero ci saluta e ci bacia.
- Entrate! Come siete eleganti -
- Non abbiamo portato niente, siamo imperdonabili - dice Mike con una faccia di bronzo.
- Non fa niente, ho deciso proprio all'ultimo momento di fare questa cena - Giusy ci sorride.
- Bene - dico io. Entriamo.
Attraversiamo il lungo corridoio di casa di Giusy in silenzio. In sala ci sono tutti. La mia ex moglie cinguetta con una sua amica, il suo amichetto appena mi vede smette di ridere e comincia a fissarmi. C'è un momento in cui tutto sembra fermarsi, sospendersi nell'aria. Franco, Bepi, Maria e tutti gli altri si fermano a guardarci, anzi a guardarmi, faccio finta di niente e mi siedo al mio posto.
- Hai proprio un bel coraggio a farti vivo - dice ad alta voce l'amico della mia ex moglie.
- Lascialo perdere, non vedi come è conciato, penso che questa volta gli sia bastato, o no? - Adesso è Lauro che mi fissa, pensavo avesse preso le mie difese invece indirettamente mi provoca anche lui. Mi trattengo, sento la mano su una gamba di Mike, poi incrocio il suo sguardo e con la testa mi fa cenno di no. Ho ancora la faccia gonfia dalla rissa della settimana prima, ma non sento dolore, posso prenderne e darne ancora.
- Tolgo il disturbo, scusate - Mi alzo facendo grattare la sedia.
- Non fare così - Giusy da buona padrona di casa cerca di dissuadermi - Resta ti prego - sento la sua mano appoggiarsi sulla spalla, ma faccio finta di niente.
Mi sento mortificato, ripenso alla storia con Anna e a tutti i casini che ho combinato.
Quando una donna esce dalla tua vita cerchi di sfogarti, ti riduci a fare delle cose come se ancora ci fosse, la immagini lì, pensi di lottare per lei, pensi che ti guardi, ma le motivazioni sono tutte sbagliate, dovresti rinunciare, rassegnarti a riflettere e invece la rabbia ti fa combinare solo guai.
Esco senza più dire una parola, l'aria fredda della sera mi rinvigorisce, sento dietro di me chiudere la porta, allora penso che questa brutta storia è davvero finita.
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