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GIOVANI SCRITTORI CERCASI

Si tratta di un piccolo diario che ho messo a punto dopo aver visto il film Casanova. Mi sono ispirata ad uno dei personaggi, ossia la futura sposa del Casanova. Ho immaginato la sua storia, naturalmente diversa da quella del film, ma con le caratteristiche che delineano il personaggio.

1860 di Renee Knowles
inedita

14 Marzo 1860
Caro diario,
Son tre anni che aspetto questo giorno, ed è finalmente arrivato: hanno chiesto la mia mano! Ancora non è ufficiale, perché deve chiedere la benedizione di mio padre. Ma solamente il pensiero mi far star male.
Ormai ho ventidue anni, e sono famosa a Venezia per la mia verginità e la mia purezza d'animo. Non sarebbe certo così se fosse stata mia decisione. Ogni volta che vedo un uomo il mio cuore scalpita e rischio di rompere ciò che ho sottomano dall'emozione. Ed è ciò che mi è successo oggi al mercato. Ma chi vo' illudendo, mio padre non mi ha mai lasciata uscire. Ma Lui si è dichiarato fuor da mia finestra. Bell'uomo fu suo padre per metter al mondo codesta creatura! Portava una rosa e me la offrì. Quando porsi la mano per prenderla, lui me l'afferrò, ci diede un bacio soave e mi chiese d'esser sua. Naturalmente, da buona donna che sono, voglio prima la benedizione di mio padre, e glielo dissi. Mi rivolse un sorriso e fu allora che dall'emozione staccai un pezzo del davanzale
Dicono che sia il Casanova del novo secolo. Chissà come mai ha scelto proprio me... Eppure poteva chiedere alla Marcansi, purosangue veneta. La sua rossa chioma fa impazzir tutti. Invece ha scelto me, toscana d'origine. Che fo' io? Gli dico di si naturalmente. M'ha detto di lasciar aperta la finestra stanotte, ma io, donna battezzata, non toccherò uomo fin alla notte delle nozze, o almeno così mi dice mio padre.
In realtà non ce la fo' più! Io voglio farlo!Calma però. Ricorda che il Signore sente e vede tutto. e questo ch'io vo dicendo è peccaminoso!
Il tramonto è passato da un pezzo, sarà meglio che mi corico. domani gran giorno sarà!


16 Marzo 1860
Caro diario,
Mio padre è ingiusto! Perché dev'esser così? Che vuole da me? Vuol per caso che mi metta incinta lo spirito santo? Quest'uomo, il mio amore, è venuto stamani per chiedere la benedizione di mio padre. Ma egli cosa ha risposto? Solo quando l'Italia sarà unita ci darà la benedizione.
Gli ho gridato contro, mi han sentita tutti, ma a me poco importa. Il suo sguardo, le sue labbra
Avevo già pensato al vestito, a nomi per futuri figli, e alla nostra prima notte assieme. Padre nostro che sei nei cieli, perdona i miei pensieri, ma mio padre mi ha tenuta qua troppo tempo. Tra qualche settimana ci sarebbe stato il Carnevale, e sarei potuta andare con Lui. Ma, naturalmente io sono prigioniera delle mura domestiche. Basta! Che gli garbi o meno, io ci andrò, quant'è vero che sono ancora vergine. Anzi da domani non vo' più in chiesa, finché mio padre non accetterà il mio matrimonio!
Ma che dico, farei del male solo a me stessa perdendo la messa.
Allora fo' il digiuno! Si! Così se non mi sposo muoio, o meglio detto se non mi svergino! Che vo' dicendo? Che vo' dicendo? Il diavolo mi sta tentando?
Meglio che mi corichi, ma di sicuro qualcosa fo'. quant'è vero che sono vergine!
C'è freddo stasera, forse perché c'è la finestra aperta. Ora vado a chiuderla e buonanotte diario. anzi, per stasera lasciamola aperta...


1 Aprile 1860
Caro diario,
Sono una donna felice io! Nonostante l'arroganza di mio padre, sono riuscita ad andare al Carnevale. Gran festa fu! Mi ci ha portato Lui, e mi ha regalato una maschera. Mi teneva dolcemente per la mano, e anche la Marcansi è morta d'invidia alla nostra vista! E' diventata tutta rossa, e s'addiceva piuttosto bene coi capelli!
Ormai mio padre non ha più scelta: o ci dà la benedizione, o dovrà spiegar a gran voce la vergine incinta. Rammento di tanto in tanto la sua faccia alla vista del mio lenzuolo sporco la mattina de 17 Marzo. Non sai quanto piacere mi fa vederlo arrabbiato!
Ma lui mi portò subito in chiesa a comprare un'indulgenza, e se funzionò non lo saprò mai, visto che la sera stessa Lui mi tornò a fare visita!
Mio padre mi disse che Eva fu condannata per lo stesso peccato, ossia di non ascoltare la parola di Dio, e dovette pagare col sangue, ma a piccole rate mensili. Le stesse rate che a me ritardano da più di una settimana.
Son troppo felice, e vorrei urlare ai quattro venti la mia gioia.
Ma mi accontenterò di dirlo a lui.
Tra un po' dovrebbe arrivare, ed io vo' a prepararmi. Buonanotte diario!


20 Aprile 1860
Caro diario,
era tutt'un'illusione! Nessun bambino è in arrivo. Nessun matrimonio! Nessun amore! Lui non arriva più sulla sua gondola a scavalcare la mia finestra, e mio padre non mi lascia uscire nel giardino da sola. Che destino sarà per me? Dove vo', che fo' per sopravvivere?
Pensavamo di avere mio padre in pugno: quando abbiamo saputo che non ci sarebbe stato alcun erede, i preparativi del matrimonio erano tutti pronti, e gli abbiamo detto che bisognava farlo lo stesso perché ormai mi aveva tolto la verginità. Ma ha deciso che pur di non farmi sposare con Lui, resterò agl'occhi di tutti vergine a vita.
Magari alla mia morte mi ricorderanno come la Vergine di Venezia!
Per questo che ho deciso di scappare, stanotte stessa! Me ne vo' a cercar Lui. ma Lui. io .. Non seppi mai il suo nome. Sicuramente mio padre si. Ma io.che sciocca!
Ma scappo lo stesso, a costo di andar nella casa delle prostitute. Magari mi diverto anche un po'!
Mi garba quest'idea.
Allora addio mio caro diario. A te affido i miei segreti e spero che tu non li riveli a nessuno..

Rachele Capanera


Epilogo:
Rachele scappò di casa e andò, come previsto, alla casa delle prostitute. Per più di un anno il padre la cercò, e quando la ritrovò, la sua reputazione di vergine era, chiaramente, andata in fumo.
Ancora però il padre non vedeva di buon occhio il futuro sposo. Ma qualche settimana dopo fu proclamata l'unità d'Italia, e il padre non ebbe altra scelta. Rachele non rimase mai fedele al marito, ma bisogna dire che due o tre dei suoi quattordici figli erano suoi.

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