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Questa volta pubblichiamo il lavoro di Laura Bolletta.
E' la storia bellissima di un amore impossibile tra una giovane ragazza appena arrivata in città e Chris, un ragazzo... molto misterioso.

Buona lettura,
Gianluca.

La luce delle Tenebre di Laura Bolletta
inedita

Fuori il sole stava tramontando, vedevo la sua luce affievolirsi da dietro alle tende della mia stanza.

Ero sdraiata sul mio letto a leggere un altro romanzo di Anne Rice e, accoccolato accanto a me, dormiva il mio gatto, disturbato soltanto dalle mie carezze.

Era la prima notte che passavo nella nuova casa dove ci eravamo appena trasferiti e già la odiavo! I miei genitori si erano voluti spostare in città per essere “più liberi”, ma io ancora non riuscivo ad abituarmi all’idea.

Loro invece erano felicissimi, non facevano che parlare della nuova sistemazione e infatti erano andati a festeggiare il trasloco insieme ai loro amici, lasciandomi come sempre a casa da sola.

Decisi che non potevo, e soprattutto non volevo, restare a casa quella sera, così mi alzai e cominciai a prepararmi per uscire.

Misi i miei jeans preferiti e la maglietta più carina che avevo, salutai Nocciolino e uscì nella notte.

Arrivata in centro in sella alla mia amata due ruote parcheggiai, per poter fare una passeggiata a piedi tra i locali della città.

C’erano tantissime discoteche con file interminabili di persone che volevano entrare e relativi buttafuori che decidevano chi poteva entrare e quando.

Non amavo la confusione, così evitai praticamente tutti i locali che incontravo, fino a che, per caso, non vidi un piccolo pub in un vicolo li accanto.

Mi avvicinai alla porta leggendo la rossa insegna luminosa che sovrastava l’ingresso. “INFERNO” … “Mmmmh, il nome promette bene!” pensai tra me.

Spinsi il grosso portone che avevo di fronte ed entrai.

All’interno tutto era in stile irlandese ed ogni dettaglio era curato sin nei minimi particolari. Mi avvicinai al bancone e chiesi una birra. Guardandomi poi intorno mi resi conto che, oltre a me e allo strano barista, c’era soltanto un ragazzo seduto in disparte.

Quella sera non volevo rimanere da sola, avevo bisogno di compagnia, così decisi di andare a scambiare due parole con il solitario ragazzo.

Mi avvicinai al suo tavolo e salutandolo, chiesi se potevo sedermi con lui.

Alzò lo sguardo e, accennando un sorriso, mi fece cenno di sedermi.

Mi accomodai e iniziai ad osservarlo… i suoi occhi blu mi attraevano e non riuscivo a fare altro che guardarlo.

“Cosa ci fa una bella ragazza come te in un pub malfamato come questo? Non ti hanno detto di girare alla larga da questo posto?” esordì lui.

“Veramente no. Mi sono trasferita oggi in città, volevo farmi una passeggiata tranquilla, lontana da casa e, camminando, sono arrivata fino a qui…

E tu invece? Cosa ci fai qui? Il posto dovrebbe essere malfamato anche per te, no??” ribattei subito.

“Non proprio. Sai, uno dei pericoli che potresti incontrare in questo posto sono proprio io!” e ritornò a sorseggiare il suo cocktail rosso sangue.

Non capivo bene di cosa stesse parlando e qualcosa dentro di me mi diceva che sarei dovuta tornare immediatamente a casa, ma la sua voce era così suadente e i suoi occhi così attraenti, che non riuscì ad alzarmi.

Iniziammo a parlare e scherzare e restammo li per un paio d’ore… la sua voce era dolcissima, sembrava mi accarezzasse con ogni sua parola.

D’un tratto la porta d’entrata fu spalancata, facendola sbattere violentemente contro il muro. Entrarono due tipi dall’aria strana, vestiti con pantaloni e giubbotti di pelle urlando e rompendo quello che trovavano davanti a loro.

Spaventata lanciai un piccolo urlo e abbracciai immediatamente Chris.

I due uomini si avvicinarono velocemente al nostro tavolo interessati “dalla piccola creatura vicino al ragazzo”, come mi avevano definito.

“Ehi, ragazzo! Complimenti, hai scelto una gran bella preda questa sera” disse uno dei due avvicinandosi per guardarmi meglio. “Stai lontano da lei” scandì Chris con voce bassa… era una voce completamente diversa da quella che avevo sentito fino a poco prima, così mi spostai leggermente da lui per poterlo guardare negli occhi. Il suo sguardo era cambiato, era diventato duro, inquieto… malvagio.

In quel momento l’altro uomo mi afferrò per un braccio tenendomi sospesa in aria… iniziò ad annusarmi il collo e leccarsi le labbra proprio come se volesse mangiarmi. Mi stavo dimenando, urlavo e cercavo di scappare mentre Chris, infuriato stava lottando insieme all’altro uomo per cercare di venire a liberarmi.

Stanco dei miei lamenti l’uomo che mi stava tenendo, si voltò a guardarmi, mi sorrise e senza che me ne accorgessi mi diede un forte pugno nello stomaco… Sentivo delle fitte lancinanti e dopo poco non riuscì più a muovermi e parlare a causa del dolore.

L’ultima cosa che vidi prima di svenire fu Chris che infilzava un paletto nel cuore di uno dei due uomini, riducendolo in polvere.

Quando mi risvegliai ero sdraiata su un letto in una stanza che non conoscevo. Mi girava la testa e sentivo un forte dolore al collo. Passandoci sopra le dita scoprì di avere una ferita, o meglio due piccole ferite… Mi guardai intorno e vidi Chris che guardava triste fuori dalla finestra.

“Chris…” sibilai con un filo di voce.

“Piccola! Ti sei svegliata!!” disse felice lui mentre si avvicinava al letto. Si sedette accanto a me, mi strinse le mani tra le sue e mi diede un tenero bacio sulle labbra.

Come era freddo!

“Chris, chi erano quei due uomini?? Perché quando lo hai ammazzato è diventato polvere?” chiesi facendomi forza.

“Quei due? Quei due erano… vampiri. Due esemplari di esseri immortali… E io…” si fermò come se non riuscisse a dire altro.

“E tu? Tu sei… sei come loro?” chiesi con le lacrime agli occhi.

“… si… “ rispose lui con lo sguardo rivolto alla fitta oscurità dietro alla finestra.

Un brivido freddo mi attraversò il corpo. Vampiri… avevo letto decine di libri sugli esseri che vivono nell’oscurità ma non avevo mai creduto realmente alla loro esistenza, e soprattutto non avrei mai sognato di incontrane nella realtà!

Non sapevo cosa pensare, sapevo soltanto che il mio Chirs mi aveva salvato, e che, nonostante tutto, mi ero innamorata di lui.

Cominciavo a stare davvero male… avevo qualche costola rotta, la ferita sul collo mi procurava dei dolori molto acuti e non riuscivo a respirare bene. Pensai un attimo al futuro e mi decisi a parlare “Chris... sto male, sento che sto per morire. Non so se per te è lo stesso, ma io mi sono innamorata follemente di te sin dal primo momento in cui ti ho visto in quel bar… Così bello avvolto nella tua aura di mistero. Abbiamo passato insieme pochi attimi e non voglio perdere la possibilità di passare con te il resto della mia vita…” mi fermai, cominciava a mancarmi il respiro “Chris ti prego, salvami! Voglio rimanere insieme a te… Fammi essere un vampiro… Aiutami…” Non riuscivo più a dire nulla ma c’era un ultima cosa che lui doveva sapere. “Ti amo!”.

Stavo per addormentarmi per l’ultima volta quando sentì Chris che mi abbracciava e mi mordeva il collo, pronto a farmi bere il suo sangue e farmi avere il dono tenebroso.

Mi risvegliai parecchie ore più tardi, Chris era sempre al mio fianco e sentivo la sua voce risuonare nella mia testa. “Ti prego amore svegliati! Non lasciarmi! Con te finalmente ho provato lo stesso sentimento che sentivo quando ero ancora vivo… l’amore… Ti prego!” sentivo che stava piangendo mentre pronunciava queste parole.
Aprì gli occhi e presi la sua mano. Lui trasalì, come se si svegliasse da un ipnosi, sorrise e mi abbracciò.

Da quel giorno mi trovai a dover rinunciare ai miei vecchi amici, ai miei genitori, alla calda luce del sole. La mia scomparsa nel mondo diurno fu “coperta” simulando la mia morte in un incidente stradale.

Il giorno del funerale assistei a tutta la cerimonia da lontano… i miei genitori che si disperavano, i miei amici che piangevano, la bara vuota che veniva sotterrata sotto una triste e lugubre lapide che portava il mio nome. C’erano tantissime persone in lacrime, persone che non avrei mai pensato di rivedere, ma a cui in fondo ero affezionata. Avrei voluto saltare fuori e gridare a tutti che stavano partecipando ad un finto funerale, che non mi avevano perso realmente, che ero solamente diventata un vampiro…E invece rimasi nascosta nell’oscurità a piangere tra le braccia del mio amato Chris, che restò sempre al mio fianco, e, soltanto grazie a lui sono riuscita a superare tutti gli insormontabili ostacoli della mia nuova esistenza.

Sono passati ormai più di 200 anni da allora e l’amore che provavamo l’uno per l’altra non si è mai affievolito. Ho capito che la vita da “immortali” non è così bella come quella che descrivono nei libri. E’ triste, oscura e solitaria.

L’unica luce che mi ha veramente tenuto in vita fino ad oggi, e che continuerà a farmi sopravvivere a lungo, è stato, e sarà l’amore.

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