L'ANCONETANO MEDIO
rubrica semiseria sulle abitudini di un anconetano qualunque
di Elena Coppari
I BANCARELLARI
Oggi vorrei spendere una parola (scritta) per i bancarellari. Faccio la solita premessa: non parlo per tutti i bancarellari anconetani, ma per quelli che ho visto io, per cui non me ne abbia quello che non si sente così come lo descrivo, buon per lui e per i suoi clienti.
Tuttavia, devo dire, la maggioranza dei bancarellari anconetani hanno lo stesso atteggiamento, di superiorità.
Strano a dirsi eppure quando ti avvicini ad una bancarella per comprare, sembra quasi che non vogliano vendere. Girando per le città italiane, specie a Bologna, quelli che fanno questo mestiere sono solitamente molto gentili e disponibili. Ma in Ancona no, o noooo! Essi ti guardano come se fossi un'escremento di gallina e si sentono infastiditi dal disturbo che arrechi loro chiedendo il prezzo di questo o quel prodotto.
E' tipico di quelli anconetani, ripeto, già basta andare a Senigallia e l'atteggiamento cambia.
Ma l'anconetano con la bancarella si gira appena quando gli chiedi qualcosa, ti squadra quando ti guarda e alla fine con molta fatica bisbiglia il prezzo.
Più di una volta mi sono trovata a dover interrompere una conversazione fra colleghi, per chiedere questo o quel chiarimento su prezzi, taglie o colori, per poi venir guardata con risentimento. E scusa se ti compro! dopo non ti lamentare se vado dai cinesi, con prezzi ottimi, vestiti carini e gentilezza assicurata!
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