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Il Novecento

Da ricordare nel 1914 la Settimana Rossa. Il 24 maggio 1915, giorno in cui l'Italia entro nella prima guerra mondiale, gli austriaci tempestivamente bombardarono la citta distruggendo in parte il cantiere navale ed danneggiando il Duomo, quando ancora la popolazione non era pronta a ricevere i colpi della guerra. Dal porto anconetano partirono i MAS 15 e 21 del Capitano di Corvetta Luigi Rizzo e del Guardiamarina Giuseppe Aonzo per il siluramento, il 10 giugno 1918, della corazzata Santo Stefano. Nel dopoguerra i disagi sociali portarono alla cosiddetta "Rivolta dei Bersaglieri", una vera e propria sommossa popolare, partita dalla Caserma Villarey dove i bersaglieri non volevano partire alla volta dell'Albania. Il governo aveva infatti deciso l'occupazione militare di questa nazione. La ribellione si diffuse in tutti i rioni popolari della citta, e poi anche in altre citta delle Marche, della Romagna e dell'Umbria. Il governo represse militarmente la rivolta, ma poi rinuncio all'occupazione dell'Albania. Per questi fatti e per la Settimana Rossa del 1914 Ancona si guadagno la fama di citta calda. Erano presenti in effetti in citta folti gruppi di anarchici e di repubblicani, ed Enrico Malatesta era qui di casa.

Durante il ventennio fascista la citta di Ancona ebbe un notevole sviluppo urbanistico, e si completo l'asse stradale da mare a mare (dal porto alle rupi del Passetto realizzando il Viale della Vittoria e completando Corso Stamira. Vennero realizzati lungo questo itinerario: il Palazzo delle Poste, il Palazzo del Municipio, il Palazzo del Mutilato (di Eusebio Petetti). Al termine del Viale, a picco sul mare, sorse poi il monumento ai Caduti della prima guerra mondiale. Una scalinata (completata nel secondo dopoguerra) uni la citta al mare sottostante. Un forte terremoto scosse Ancona nel 1930, non provoco morti ma causo gravi danni alla citta offrendo al regime occcasione per mostrare la propria efficienza.

Negli ultimi anni della seconda guerra mondiale Ancona subi numerosissimi bombardamenti da parte delle forze alleate, che dovevano preparare il passaggio del fronte. Infatti la presenza del porto, dei Cantieri Navali e dell’importante nodo ferroviario facevano di Ancona un obiettivo strategico di primaria importanza. Il 16 ottobre 1943 un terribile bombardamento colpi la citta provocando 165 morti e 300 feriti; ma e solo il primo di molti altri, ancora piu spaventosi. Il successivo bombardamento del 1 novembre 1943 fu uno dei piu tragici eventi della storia della citta: in pochi minuti duemilacinquecento persone persero la vita, e interi rioni divennero irriconoscibili; perfino il Duomo fu colpito nel suo lato sinistro. Dopo questa dolorosa giornata la citta rimase disabitata; nel 1944 erano rimaste in citta solo 4.000 persone: quasi tutti erano sfollati nelle campagne o nei paesi vicini. Finalmente il 18 luglio 1944 il generale Wladislaw Anders a capo dell'esercito polacco entro in Ancona e la libero dai tedeschi. Nei mesi immediatamente successivi alla fine della guerra in citta arrivarono migliaia di profughi dalmati ed istriani, molti dei quali poi si stabilirono in citta.

Un importante evento per la citta, nei primi decenni del dopoguerra, fu la fondazione dell'universita, con l'apertura della facolta di Economia nel 1959; tra i fondatori troviamo anche il famoso economista anconetano Giorgio Fua. Nel corso degli anni si aggiungono le facolta di Ingegneria, Medicina, Agraria e Scienze. L'universita di Ancona nel 2003 cambia la denominazione in Universita Politecnica delle Marche. Sempre ad Ancona, Giorgio Fua fonda nel 1967 l'Istituto superiore di studi economici Adriano Olivetti (ISTAO) che si occupa della formazione professionale avanzata dei quadri nella gestione economica delle aziende.

Tre calamita naturali hanno segnato Ancona negli ultimi cinquanta anni. Nel 1959 un alluvione ha provocato morti e danneggiato soprattutto il quartiere di Piano S. Lazzaro. Per scongiurare il ripetersi di una simile calamita e stato scavato sotto la citta un grande collettore che in caso di forti piogge convoglia l’acqua direttamente in mare; lo sbocco, protetto da due moli, e visibile sotto le rupi del Monte Cardeto. Il 25 gennaio 1972 iniziarono una serie di terremoti culminanti in una scossa del 7° grado della scala Mercalli che spopolo quasi completamente la citta costringendo per mesi le persone rimaste ad abitare in improvvisate tendopoli; i rioni storici rimasero per anni deserti. Segui il restauro degli edifici e un impegnativo risanamento del centro storico con criteri antisismici. Nel febbraio 1982 si verifico una frana che rese inagibili i quartieri di Posatora e di Palombella, e che fece scomparire il Borghetto sulla via Flaminia. In poche ore migliaia di cittadini si trovarono senza casa. A questo evento segui una pronta reazione da parte della cittadinanza, per rimarginare le ferite inferte dalla natura, ma soprattutto causate dalla imprevidenza delle amministrazioni dell'epoca, che su terreni tradizionalmente considerati instabili avevano consentito l’espansione edilizia e localizzato due ospedali e la sede della facolta di Medicina. Ora a Posatora, al posto degli edifici demoliti sorge il nuovo parco Belvedere.

Tra gli eventi degli ultimi venticinque anni si ricordano:
La nascita di tre nuovi grandi quartieri: Brecce Bianche, Ponterosso e Montedago. L'istituzione del Parco regionale del Conero, che valorizza e mette sotto tutela anche aree naturali urbane: tutta la costa alta dal Passetto al quartiere di Pietralacroce, con le spiagge e gli "stradelli" che conducono al mare. Fuori dalla citta il Parco protegge il resto della costa alta anconitana, i boschi e le campagne del Monte Conero o Monte d'Ancona. Nel 1997 il Comune ha acquistato il Lazzaretto vanvitelliano, per destinarlo a centro culturale e a sede di mostre d’arte e riscattarlo cosi da decenni di usi degradanti. Nel 1999 si e festeggiato il millenario della cattedrale di San Ciriaco con la seconda visita nella citta di Papa Giovanni Paolo II. Nel 2001 si e inaugurato il grande Parco del Cardeto, che offre ai cittadini la possibilita di passeggiare lungo le rupi della costa alta, immersi in una vegetazione lussureggiante costellata di antiche testimonianze storiche. Il 13 ottobre 2002 e stato riaperto il Teatro delle Muse, chiuso da quando i bombardamenti della seconda guerra mondiale ne avevano colpito il tetto; il maestro Riccardo Muti ha diretto il concerto inaugurale.

 


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