ANCONA, STORIA E MISTERI
Storia
Le origini ed il villaggio piceno
La colonia greca
Il municipio romano
Ancona citta bizantina
Ancona Repubblica Marinara
Ancona nello Stato Pontificio
Ancona nel Risorgimento
L'annessione al Regno d'Italia
Il Novecento
Misteri
L'iscrizione rupestre del monte Conero
Ancona nel Risorgimento
Il dominio francese aveva lasciato nella citta le idee rivoluzionarie di liberta, e questo permise la diffusione della Carboneria; rimase a lungo nella citta Massimo d'Azeglio. Ancona partecipo ai moti del 1831-33 che vennero repressi con processi e condanne a morte.
Dopo un passaggio in citta di Giuseppe Garibaldi, nel 1849, al termine della prima guerra d'indipendenza, Ancona si dichiaro libera dal dominio papale e appartenente alla (seconda) Repubblica Romana. Il Papa allora chiamo gli Austriaci per riprendere il possesso delle sue terre. Compagna di Venezia e di Roma, la citta di Ancona per settimane resistette eroicamente all'assedio austriaco. Pagine di eroismo vennero scritte da Antonio Elia, che difendeva la citta da una nave ancorata al porto; perse la vita difendendo la citta il capitano cremonese Enrico Gervasoni. Era la prima volta che Ancona era difesa da uomini provenienti da ogni parte d'Italia, segno della diffusione dello spirito risorgimentale. Un gruppo di giovanissimi ebbe un ruolo particolarmente importante nella resistenza agli Austriaci: era chiamato il "Drappello della Morte". Quando gli Austriaci riuscirono ad entrare in citta concessero agli Anconitani l'onore delle armi. Ancona, tornata nelle mani del papa, subi un lungo periodo di occupazione miltare austriaca. Il patriota Antonio Elia, con una misera scusa, venne accusato di detenzione di armi e venne fucilato. Dopo l'Unita d'Italia Ancona venne insignita della medaglia d'oro al valor militare per l'eroismo e l'attaccamento agli ideali di liberta e di indipendenza dimostrati nel 1849.
Nel 1859 centinaia di anconetani partirono alla volta del Piemonte per combattere nella seconda guerra di indipendenza. Da citare l'eroe Augusto Elia, orfano di Antonio. Dal 1859 fu accanto al Generale su molti fronti, divenendo per lui come un figlio; fu tra i Mille che partirono da Quarto; fu l'eroico protagonista della giornata di Calatafimi, nel 1860, durante la quale, dopo aver messo in salvo il figlio di Garibaldi, fece scudo col suo corpo all'Eroe dei Due Mondi, salvandogli la vita. Rimasto gravemente ferito al volto, per molti mesi tra la vita e la morte e per quasi tre anni senza poter parlare, non ancora ristabilito tornera con impeto a far parte del corpo dei Mille in altre pericolose spedizioni, fino all'ottenimento dell'agognata Unita dell'Italia.